Rocca-San-FeliceDopo anni di lotta per contendersi il principato di Benevento, nell’848, il re Ludovico, figlio dell’imperatore di Germania Lotario, impose un accordo che prevedeva la divisione dell’originario principato in due: quello di Benevento e quello di Salerno.
I confini dei due principati, in questo luogo, furono segnati dal fiume Fredane.

Per controllare quel tratto di confine il principe di Salerno fece costruire le fortezze di Monticchio dei L. e di Guardia dei L., mentre quello di Benevento fece costruire le fortezze di S. Angelo a Pesco (oggi “Pescone”) e di Rocca San Felice. In quest’ultima inizialmente abitarono i soldati e il torrione fu la dimora del capitano.

Ben presto trovarono rifugio e protezione sotto la roccaforte i contadini che vivevano a Santa Felicita e alla Mefite.

Le capanne di questi contadini, unitamente alla fortezza, costituirono il primo nucleo abitato di Rocca San Felice.

L’antico centro storico ha conservato, unico esempio in Alta Irpinia, la caratteristica tipologia di insediamento medioevale con vicoli stretti e case basse con mura in pietra locale ornate dalla tipica “romanella” (la gronda formata da embrici capovolti posti a scalare con sottostante uno o più filari di mattoni), e davanzali scolpiti.

Non è raro trovare sulla muratura delle vecchie abitazioni monofore e bifore o archi e trappe che ripropongono le vecchie botteghe.

Il castello medioevale domina dall’alto della rocca tutto il paese.

Il borgo è la parte più antica del centro storico, qui si trova il Museo Civico che raccoglie i reperti rinvenuti durante la recente ricerca archeologica.

Il centro del paese è la piazza con il tiglio secolare, la fontana monumentale, gli archi e il loggiato del palazzo De Laurentis-Villani e “re muredde”, una serie di scalinate che porta a via Castello.